Visualeyed - Scienza - Gli ultimi rinoceronti bianchi settentrionali
D-Stories | Scienza

Gli ultimi rinoceronti bianchi settentrionali

Si chiamano Najin e Fatu, e l’uomo ha determinato l’estinzione della loro sottospecie: ora la scienza prova a rimediare, ma finora con pochi risultati

Nella maggior parte dei casi non è possibile sapere con precisione quando una specie animale si è definitivamente estinta, e possono passare anche molti anni prima che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) la dichiari tale. Ma per i rinoceronti bianchi settentrionali invece molto si saprà precisamente la data e l’ora dell’estinzione, perché sappiamo che ne sono rimasti solo due.

Si tratta di Najin e Fatu, due femmine di 31 e 20 anni, rispettivamente madre e figlia.  Sono nate e cresciute in uno zoo della Repubblica Ceca, e da poco più di un decennio vivono in Kenya, in una riserva naturale protetta. Tre anni fa insieme a loro c’era anche Sudan, l’ultimo maschio di rinoceronti bianchi settentrionali: la sua morte ha avuto un certo rilievo mediatico, sancendo di fatto l’imminente estinzione di questa sottospecie.

La particolare condizione esistenziale di Najin e Fatu ha colpito il giornalista americano Sam Anderson, che nel 2019 è andato a visitare i due rinoceronti per il New York Times Magazine con lo scopo di «guardare in faccia l’estinzione di massa». Anderson ha passato una settimana insieme a Najin e Fatu, che vivono in maniera spensierata un’area di 400mila metri quadri sotto la supervisione costante dei loro guardiani – se non ci fossero è probabile che sarebbero già state uccise dai bracconieri.

1 Milione
Le specie animali e vegetali attualmente a rischio estinzione

I rinoceronti sono i mammiferi più grandi dopo gli elefanti, ed esistono da 55 milioni di anni – il genere Homo, quello a cui appartengono gli esseri umani, esiste solo da 2,5 milioni di anni. Grazie alle loro dimensioni, per milioni di anni la vita dei rinoceronti è proseguita senza grosse difficoltà, non avevano predatori: le cose sono cambiate proprio con la comparsa degli umani – a quel punto i loro corni sono diventati uno svantaggio evolutivo, dato che venivano utilizzati per la costruzione di strumenti, per la preparazione di medicinali (pratica tuttora in uso) o come trofei di caccia. In tempi più recenti l’estensione del loro habitat si è ridotta notevolmente a causa dell’attività umana, ed è per questo che tutte le sottospecie di sono, in una qualche misura, a rischio di estinzione.

Nessuna però si trova nella condizione di Najin e Fatu: negli anni Settanta si stima che fossero rimasti circa 700 esemplari di rinoceronti bianchi settentrionali; a metà degli anni Ottanta erano solamente 15 – l’Africa centrale, loro habitat, è stata una zona di guerra per molti decenni – e nel 2008 non si trovavano più gli ultimi quattro esemplari avvistati in natura precedentemente. A quel punto erano rimasti solo gli esemplari presenti negli zoo e tra questi solo quattro potevano ancora potenzialmente riprodursi: le femmine Najin e Fatu e i maschi Sudan e Suni; tuttavia non è mai successo (Najin e Fatu hanno avuto problemi riproduttivi, come molte altre specie di grandi mammiferi che vivono in cattività) e tra il 2014 e il 2018 i due maschi sono morti.

Ci sono però degli scienziati che sperano di far nascere altri rinoceronti bianchi settentrionali in futuro: fin dagli anni Settanta vengono infatti conservati campioni di sperma e altri tessuti di questa sottospecie. Nel 2019, così, sono stati prelevati dieci ovuli da Najin e Fatu; di questi, sette sono stati fecondati con successo, e tre sono poi diventati embrioni.

La speranza è quella di utilizzare femmine di rinoceronte bianco meridionale come madri surrogate per far nascere nuovi rinoceronti bianchi settentrionali: non significa che la sottospecie si salverà dall’estinzione, perché la variabilità genetica dei nuovi nati potrebbe non essere sufficiente a creare una popolazione sana, ma sarebbe comunque un risultato.

L'ultima D-Story
Agosto 30, 2022 | Ambiente
Agosto 18, 2022 | Politica
Agosto 2, 2022 | Ambiente
Originali