I tentativi della Cina di modificare il meteo
Già da alcuni anni la Cina utilizza tecnologie per gestire le precipitazioni a livello locale e controbilanciare alcuni effetti del riscaldamento globale, per favorire il settore agricolo; a inizio dicembre il Consiglio di stato cinese ha deciso di espandere il proprio programma di interventi per la modifica delle condizioni meteorologiche, sollevando dubbi sui rischi ambientali e politici.
In cinque anni Pechino ha investito più di 1 miliardo di euro in programmi sperimentali per il controllo del meteo, ed entro il 2025 il Paese avrà un piano che coinvolgerà oltre 5 milioni di chilometri quadrati – un’area più grande dell’India.
Una delle tecniche più utilizzate è il cloud seeding, che permette di aumentare la quantità delle precipitazioni attraverso particolari agenti chimici – diffusi impiegando aerei o particolari cannoni – che entrano in contatto con le nuvole, favorendo la condensazione.
– 70 per cento
La riduzione dei danni provocati dalla grandine nella regione dello Xinjiang, importante area agricola cinese, grazie a tecniche di modifica del meteo
In Cina finora questa tecnologia è stata impiegata per limitare i danni dovuti alla grandine o per ottenere cieli più limpidi in occasione di eventi importanti, ma in futuro verrà utilizzata maggiormente per incrementare la produttività agricola, limitare i danni dovuti alla siccità, favorire le nevicate e fornire soccorso in caso di incendi nelle aree boschive – dice il governo.
Eppure senza norme condivise, i tentativi di un Paese di controllare il meteo a livello locale potrebbero influire negativamente sulle condizione atmosferiche di quelli confinanti – la situazione infatti preoccupa in particolare l’India: queste attività potrebbero variare la portata delle piogge monsoniche, sempre più imprevedibile e fondamentali per l’agricoltura indiana.
In linea teorica, secondi gli esperti alcuni ambiziosi progetti di geoingegneria potrebbero contribuire alla lotta contro la crisi climatica, ma le conseguenze impreviste – in mancanza di ricerche scientifiche indipendenti sui rischi per la sicurezza – potrebbe essere peggiori.