India, Cina e l’influenza sulle Maldive
Le Maldive – il paese più piccolo di tutta l’Asia – è al centro di una disputa diplomatica tra Cina e India, che si combatte principalmente con finanziamenti per infrastrutture civili. Nel 2018, grazie a prestiti cinesi, il governo delle Maldive inaugurò il “Ponte dell’amicizia tra Cina e Maldive”, lungo circa due chilometri, e che collega Malé, l’isola in cui si trova la capitale, e Hulhule, dove ha sede l’aeroporto. Il ponte fu realizzato da una compagnia cinese, costò 200 milioni di dollari e nella costruzione vennero impiegati lavoratori cinesi.
Due anni più tardi l’India ha annunciato la costruzione di un nuovo ponte, che collegherà Malé a quattro isole della stessa area, e che sarà lungo oltre sei chilometri e costerà più del doppio di quello cinese; allo stesso tempo ha promesso di erogare due miliardi di dollari in aiuti finanziari.
Questa competizione infrastrutturale nasce da ragioni storiche e strategiche; per la loro relativa vicinanza al subcontinente, le Maldive sono da sempre sotto la sfera d’influenza indiana, ma con l’attuale presidente Abdulla Yameen il Paese si è aperto diplomaticamente a Pechino – prima del 2011 le Maldive non avevano un ambasciata cinese.
Le Maldive sono così entrate nel progetto infrastrutturale “Belt and Road Initiative”, attraverso il quale la Cina investe miliardi di dollari per lo sviluppo dell’economia locale e della propria influenza tra Asia, Africa ed Europa.
Questo è un problema per Nuova Dehli, soprattutto in riferimento alle rotte commerciali che attraversano le isole che compongono l’arcipelago: l’80 per cento degli scambi esterni e il 50 per cento delle importazioni energetiche dell’India passa da qui; ma lungo le queste vie passa anche oltre il 60 per cento del greggio che la Cina importa dall’Africa e dal Medio Oriente.
Di fronte alla minaccia della presenza cinese nelle Maldive anche gli Stati Uniti sono intervenuti: i due Paesi hanno firmato un accordo di difesa, e a ottobre il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha visitato la capitale, annunciando che gli Usa apriranno un’ambasciata sull’isola.
Ii rapporti economici tra Cina e Maldive rimangono comunque molto forti, anche a causa del grande debito accumulato da quest’ultimo: non è chiaro l'ammontare preciso, ma le Maldive devono alla Cina miliardi di dollari per le infrastrutture civili costruite, quando il PIL del Paese non supera i 6 miliardi.