L'NBA ha bisogno di una linea da quattro punti?

Foto di Mike DiNovo/USA Today Sports
La BIG3 è una lega di pallacanestro 3 VS 3 fondata dal rapper Ice Cube a cui partecipano molti ex giocatori NBA, basata sulla cosiddetta Fireball3, una variante delle classiche regole 3x3 utilizzate nei tornei FIBA. Le regole del Fireball3 differiscono da quelle FIBA in molti aspetti, tra cui la lunghezza dello shot clock e i punti totali necessari per vincere una partita.
Una delle nuove regole riguarda la creazione delle zone da quattro punti, su cerchi distanti 9.1 metri dal canestro. Queste zone permettono ai giocatori con un tiro particolarmente efficace dalla lunga distanza di guadagnare 4 punti invece dei tradizionali 3, consentendo così a tiratori come Joe Johnson di esibirsi in tiri da distanza lunghissima.
La BIG3 sta quindi sfruttando un trend degli ultimi anni nel basket professionistico mondiale: l'emergere del tiro dalla lunghissima distanza dei "logo shooters". Abbiamo tutti in mente tiri memorabili come quello di Stephen Curry o di Logo Lillard contro gli Oklahoma City Thunder: non si tratta di tiri della disperazione, ma di tiri diventati ormai di routine negli allenamenti.
Una delle filosofia chiave di quello che i media hanno chiamato Moreyball, una filosofia di gioco costruita sul pensiero di Daryl Morey, ex general manager degli Housto Rockets, è che i tiri da tre hanno più valore semplicemente per il fatto che danno un punto in più. Perché quindi l'NBA non dovrebbe aggiungere una linea da quattro punti per premiare ancora di più i tiratori dalla lunga distanza?
Una breve storia della linea da tre punti
Il tiro da tre punti non è stato inventato nella NBA. La linea da tre punti era stata testata in diversi occasioni a livello di college, ma è stata ufficializzata per la prima volta come regola nella American Basketball League, una lega professionistica che avuto solamente una stagione nel 1961.
La linea da tre punti, assieme alla gara delle schiacchiate e al format dell'All Star Game, è stata resa famosa dall'American Basketball Association (ABA), ed è stata strumentale nel rendere famoso uno stile di gioco veloce e spettacolare. La linea di tre punti è stata adottata dall'NBA tre anni dopo la fusione NBA-ABA, vedendo un aumento costante nel numero di tiri totali e nelle percentuali al tiro.
Se vedete il numero totale di tiri da tre punti salire rapidamente nella stagione 1994-95, seguito da un calo significativo tre anni dopo, è a causa della decisione della NBA di muovere la linea del tiro da tre da 7.24 m (6.71 m agli angoli) a una distanza uniforme di 6.71 m. Dalla stagione 1997-98 in poi, l'NBA è tornata alla distanza originale di 7.24 m.
Questa decisione derivava principalmente dal desiderio di porre rimedio al declino dei punti segnati nelle partite che stava avvenendo in NBA negli anni, quando ancora lo stile di gioco era molto fisico, basato su falli molto duri e l'uso del cosiddetto hand-checking.
"Scoring in this league has gone down for something like 10 straight years. Teams are not taking as many shots. They're holding the ball more. If you have a sport, you like to have some action. You don't want it to become a grappling match." — Rod Thorn, the NBA's vice president for operations
Nonostante singoli giocatori mostravano percentuali nel tiro da tre e nei tiri da tre totali tentanti, i punti segnati continuavano progressivamente a calare anche con la linea del tiro da tre più vicina. Questo deriva dal fatto che i team meglio allenati e più efficienti non incorporavano il tiro da tre nelle loro strategie d'attacco.

Foto di Nathaniel S. Butler/Getty Images
Ma gli allenatori impararono presto a potenziare le loro strategie d'attacco utilizzando il tiro da tre punti. Questo, assieme a una serie di decisioni che eliminarono alcune regole particolarmente restrittive (la difesa illegale e l'hand-checking), permise di iniziare una rivoluzione nelle strategie di attacco delle squadre. Queste nuove regole spostarono il potere dai lenti lunghi ai veloci giocatori perimetrali, con squadre come i "7 seconds or less" Phoenix Suns che aprirono la strada alle moderne strategie di attacco NBA, che enfatizzano il movimento e il tiro da tre punti.
La percentuale del tiro da tre punti è aumentata costantemente negli anni: complessivamente i giocatori dell'NBA tirano meglio in in numero sempre maggiore di tentativi. L'emergere di figure chiave come lo stretch 5 o il 3-and-D evidenzia l'importanza sempre maggiore del tiro da tre punti nelle moderne strategia di attacco della pallacanestro.
Rilevamento della distanza
Le statistiche sulla posizione del tiro dal campo disponibili sul sito nba.com, seppure dalla stagione 1996-97, ci portano dati a sostegno dell'aumento dell'importanza del tiro da tre. Dai dati possiamo vedere un aumento piccolo ma costante, dei tiri dalla distanza 7.62-8.83 m dal canestro (la linea dei tre punti è a 7.24 m e 6.71 m agli angoli).
Nelle ultime sei stagioni vediamo una diminuzione progressiva del tiro dalla media distanza (4.5-5.79 m): le strategie di attacco nella NBA stanno pendendo sempre di più verso il tiro ravvicinato (layup, floaters) e tiri da tre punti, eliminando i tiri lunghi da 2 dal loro ecosistema d'attacco.
Dai dati possiamo selezionare diverse squadre e vedere come ogni squadra ha evoluto il proprio tiro dalla distanza. La differenza tra il tiro dalla media e il tiro da tre è evidente in squadre come gli Houston Rockets e i Golden State Warriors, dove i tiri da tre punti hanno un'importanza fondamentale nelle strategie d'attacco delle squadre.
Se scaviamo ancora di più nei dati possiamo vedere un trend molto interessante che riguarda il tiro da tre punti. Il giornalista di ESPN Kirk Goldsberry ha scritto come il tiro da tre punti ha preso il controllo dell'NBA, con le squadre che continuano ad aggiungere metri per spaziare sempre di più il proprio attacco. I numeri sono impressionanti: da un allenamento migliore arrivano migliori tiratori
"Go to an NBA game in 2019 and you're more than twice as likely to see a 27-foot jumper than a 16-footer. In 2013-14, those numbers were complete opposites: Midrangers were more than twice as popular as deep balls. When Curry hit that shot in OKC back in 2016, NBA shooters averaged 3.2 deep 3s per game, per NBA tracking data. Four seasons later, the tactic has increased by 275% -- all the way up to 8.8 shots per contest league-wide." — Kirk Goldsberry
Le squadre stanno iniziando ad aggiungere segni sul pavimento delle palestre dove avvengono gli allenamenti, per enfatizzare il bisogno di spazio sul campo. Spaziare i giocatori aiuta infatti a creare ulteriore spazio per i lunghi per agire nel campo. Gli allenatori sono molto entusiasti nell'utilizzare segni sul campo per aiutare i giocatori a capire alcuni concetti di gioco. Questi segni possono quindi traslarsi nel regolamento ufficiale NBA?
Con il range di tiro che sta aumentando sempre di più, potrebbe accadere relativamente in fretta. Un report del 2014 accennava a una discussione interna a titolo informale dell'NBA sulla questione della linea da quattro punti, anche se alcune voci molto importanti come quella di Gregg Popovich, che ha parlato del tiro dalla lunga come una sorta di attrazione circense, potrebbero far pensare che non siamo ancora pronti ad accettare un tiro da quattro punti.

Foto di Malika Andrews/ESPN