La formica cinese della fintech
15 migliaia di miliardi. È la quantità di denaro gestita nelle milioni di transazioni effettuate su Alipay, l’app di transazioni finanziarie fondata nel 2004 dal gruppo Alibaba, il colosso dell’ecommerce cinese, ed esplosa nel 2009 con l’avvento della versione mobile. Nel 2013 ha superato PayPal come piattaforma mobile per pagamenti più utilizzata al mondo, con un miliardo di utenti in Cina che la usano quotidianamente per pagare bollette, spesa e addirittura per comprare stock e altre forme di investimenti.
Approfittando di un mercato come quello cinese, nei primi anni del 2000 ancora molto avvezzo all’utilizzo del contante, Alipay ha rivoluzionato il sistema di pagamenti digitali guadagnando nel 2010 l'approvazione ufficiale del governo, consentendogli di svilupparsi senza restrizioni normative particolari.
Alipay non si limita infatti solo ai pagamenti: con centinaia di milioni di yuan “parcheggiati” sulla piattaforma è stato creato Yu'e Bao, un fondo di investimento in cui gli utenti di Alipay possono decidere di investire anche capitali molto ridotti. L’offerta dei gestori patrimoniali è stata aperta poi a fondi esterni, attraverso collaborazioni con banche e asset manager.
Alipay fa parte del gruppo Ant, che nel 2020 verrà quotato sulle borse di Hong Kong e Shangai con una delle quotazioni più alte di sempre, secondo le stime del South China Morning Post pari a 200 miliardi di dollari. A capo di tutto, con una quota quasi del 10% del gruppo Ant, c’è Jack Ma; se la quotazione di Ant venisse confermata il miliardario cinese aggiungerebbe 4 miliardi di dollari al suo patrimonio personale.
Il futuro non è solo finanziario: in vista della sua quotazione in borsa, è stato cambiando il nome del gruppo, dal precedente Ant Financial al nuovo Ant Technology, un’attività di rebrand con l’intenzione di staccarsi dal lato squisitamente finanziario delle operazioni per abbracciare quello più ampio di servizi al consumatore, in particolare la vita quotidiana degli utenti.
Nel nuovo piano del gruppo la nuova app incorpora servizi locali come la consegna di cibo, il trasporto e i servizi medici. "L'idea è che le persone stanno vivendo la loro vita attraverso questa piattaforma", ha dichiarato un portavoce di Ant sulle colonne del Guardian.
Gli Stati Uniti hanno bloccato l'acquisto di MoneyGram International (un sistema di pagamento internazionale) da parte di Ant, denunciando motivi di sicurezza nazionale
Nonostante dei guadagni in crescita (+10,5 miliardi di fatturato nella prima metà del 2020, +40% rispetto al fatturato dello stesso periodo nel 2019) e un peso sempre maggiore, non sono poche le difficoltà che Ant ha di fronte nel mercato globale. Alcune si inseriscono in un contesto più grande, quello della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti: i funzionari statunitensi hanno bloccato l'acquisto di MoneyGram International (un sistema di pagamento internazionale) da parte di Ant, denunciando motivi di sicurezza nazionale. Anche le autorità cinesi hanno espresso dei dubbi riguardo la quotazione di una società così importante nella borsa statunitense, con il rischio che investitori stranieri controllino uno dei sistemi di pagamento più utilizzati in Cina. Per questa ragione probabilmente Ant ha deciso di quotarsi inizialmente solo sulle borse di Shangai e Hong Kong. Per ultimo, vi è anche la concorrenza di un altro gigante cinese: Tencent, che attraverso la sua piattaforma di messaggistica WeChat controlla una fetta sempre più grande delle transazioni cinesi.