L’alfabeto fonetico tedesco e il passato nazista
Su proposta di Michael Blume, responsabile della commissione contro l’Antisemitismo dello stato tedesco del Baden-Württemberg, in Germania si sta valutando di modificare l’alfabeto fonetico tedesco, perché alcuni termini presentano un significato razzista e antisemita.
Gli alfabeti fonetici furono creati per identificare più chiaramente le lettere di una parola, al fine di rendere semplici le comunicazioni via radio: in Italia ad esempio – anche se senza alcuna convenzione formale – si utilizzano in genere i nomi delle città per indicare l’iniziale di una parola.
Nella prima versione dell’alfabeto fonetico tedesco a ciascuna lettera era associato un numero, e successivamente vennero introdotti i nomi per indicare più chiaramente le iniziali e renderle comprensibili anche a chi non sapeva leggere; per riferirsi alla lettera “A” ad esempio si diceva “A come Albert”, e così via.
Bisognerebbe smettere di «usare automaticamente la versione dell’alfabeto fonetico introdotta dai nazisti, che cancellarono i nomi ebraici» – Michael Blume, responsabile della commissione contro l’Antisemitismo dello stato tedesco del Baden-Württemberg
Con il nazismo questo alfabeto cambiò nuovamente: vennere infatti abolite almeno 14 parole convenzionali, tra cui diversi nomi propri che avevano origine ebraica ed erano molto diffusi in Germania; inoltre vennero introdotti termini come “Nordpol”, che indicava la supremazia della razza ariana ed è tuttora presente, o “Ypres”, dal nome di una battaglia combattuta contro l’esercito francese in cui la Germania utilizzò armi chimiche.
Dopo la Seconda guerra mondiale tra le altre cose vennero reintrodotti termini come “Samuel” e “Ypsilon”, in precedenza sostituiti con nomi considerati “più tedeschi”, ma sono comunque rimasti presenti alcuni termini considerati problematici; eppure molti tedeschi sono contrari al cambiamento di questo alfabeto, anche se spesso viene usato per far imparare le parole a scuola attraverso lo spelling.
Nell’autunno del 2021 dovrebbe comunque essere presentata una nuova versione dell’alfabeto fonetico tedesco, per poi diventare ufficiale entro la fine del 2022: «È ora di liberarsi dal linguaggio dei nazisti e dalla sua eredità» ha detto il presidente del Consiglio centrale degli Ebrei in Germania, Josef Schuster.