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Twitter è minuscolo, ma tutto passa da qui

In termini di utenti è il social più piccolo, e sembra essere rimasto indietro rispetto alle altre piattaforme, eppure resta una piazza molto influente per l'Occidente e non solo.

Con solo 330 milioni di utenti attivi, è difficile confrontare Twitter con gli iscritti degli altri social network: Douyin, la versione cinese di Tiktok, ad esempio raggiunge i 400 milioni di utenti nella sola Cina. Eppure ancora oggi resta una piattaforma molto importante e influente per l’Occidente e non solo.

È facile dimenticarsi di Twitter quando Facebook e YouTube controllano spazi sempre più ampi di conversazione, ma quello che avviene su questo social network ha spesso conseguenze globali molto rilevanti: è il caso, ad esempio, di alcune delle battaglie sociali più importanti della storia recente, come il movimento #MeToo, esploso grazie a una serie di tweet nell’Ottobre 2017.

Solo di recente l’importanza di Twitter si è fatta sentire ben due volte: la prima quando un attacco informatico ha preso il controllo degli account di importanti personalità e società americane, riuscendo a racimolare circa 120mila dollari con post truffaldini; la seconda quando Bari Weiss, giornalista del New York Times, dichiarava nella sua lettera di dimissioni che il vero direttore della prestigiosa testata statunitense era diventato, di fatto, Twitter.

In passato Twitter fece la differenza il 7 ottobre 2016, un giorno decisivo nella campagna elettorale delle elezioni presidenziali: intorno alle 16 fu diffuso un vecchio video in cui Trump si vantava di molestare le donne, e circa mezz’ora dopo Wikileaks rispose, tramite il social network, annunciando di avere ottenuto circa duemila mail del capo del comitato elettorale di Clinton, John Podesta – fatto che poi contribuì alla vittoria repubblicana.

«Chiedete a un giornalista che è stato licenziato per un vecchio tweet riportato alla luce, o a una donna vittima di doxing [la pratica con cui si pubblicano online le informazioni personali e sensibili su un utente, nda] (...) se Twitter è la vita reale. Diranno di sì», ha scritto l’opinionista Charlie Warze sul New York Times in merito all’importanza del social network.

Inoltre, quando lo scorso marzo il fondo Elliott Management, noto per essere un grande finanziatore del Partito repubblicano statunitense, ha acquistato il 4 per cento delle quote aziendali ed espresso dubbi sul lavoro svolto da Jack Dorsey, l’attuale Ceo dell’azienda, si è visto quanto anche la politica abbia interesse nel social network.

Sono in molti ad avere successo in ambito politico grazie all’uso costante e spudorato della piattaforma – uno tra tutti, Donald Trump. Il formato del tweet permette infatti uno scambio diretto e facile tra l’utente e i suoi follower, e così questo piccolo social network oggi si ritrova fra due fuochi: una parte della sinistra statunitense lo critica per non aver bannato in tempo utenti apertamente razzisti, dall’altra la destra repubblicana lo accusa di non essere imparziale, avendo oscurato i profili di alcune personalità a loro care.

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